bisognerebbe chiudersi in casa,
sbarrare porte e finestre.
Per non incrociare facce più cupe della propria,
non guardare donne di cui potersi innamorare,
non imbattersi in chi non vorresti più vedere.
Essere prudenti dunque,
scavare la propria trincea e stare al riparo.
Da disarmati, non commettere errori,
aspettare che la guerra finisca.
Come quello di sbirciare oltre il vetro,
e notare che la vicina ha attaccato
gli addobbi natalizi alla finestra.
Quanto basta ad intristirmi.
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venerdì 16 novembre 2012
martedì 13 novembre 2012
la stagione delle streghe
in autunno la nebbia è fitta,
riappaiono le streghe:
avvolte in drappi neri,
a fondersi con la notte.
Vagabondano i lupi,
popolano il bosco,
lanciano religiosi ululati al cielo.
Il volo del gufo frammenta l’aria,
gela per qualche istante il cuore.
Un susseguirsi di apparizioni,
in un palcoscenico a luci basse.
Veneriamo la luna,
unica dea che ci accompagna.
giovedì 11 ottobre 2012
venere
basta un istante a fermare il mondo,
un piccolo segno che ti gela i pensieri
e ti scalda il cuore.
E non senti più il sonno nè la stanchezza.
Sarà forse il suo viso pulito,
o la dolcezza del timbro della sua voce,
che posso solo immaginare.
O sarà un sogno appena iniziato,
che vorrei non finisse domani.
giovedì 6 settembre 2012
inutili rituali
attraversava quasi tutti i giorni quei sentieri,
li dove ne aveva seppellito il corpo.
Curiosità forse? O gli mancava l'anima?
Cosa sperava di trovare?
Non avrebbe avuto più nulla,
nè una parola nè uno sguardo.
E lei lo sapeva bene,
forse era questo che la obbligava
a tornare dove il silenzio è sordo.
Dove lui non sarebbe morto una seconda volta.
li dove ne aveva seppellito il corpo.
Curiosità forse? O gli mancava l'anima?
Cosa sperava di trovare?
Non avrebbe avuto più nulla,
nè una parola nè uno sguardo.
E lei lo sapeva bene,
forse era questo che la obbligava
a tornare dove il silenzio è sordo.
Dove lui non sarebbe morto una seconda volta.
sabato 14 luglio 2012
Nataly
sono polvere spazzata dal vento,
accarezzo i tuoi capelli neri sporcandoli appena.
I tuoi occhi grandi riempiono il cielo,
poco importa se io sono maledetto.
Non ti trascino all'inferno,
ti lascio al tuo mondo,
prendo solo pochi attimi,
per non turbare il tuo giorno.
Ti regalo parole che domani avrai dimenticato.
Non posso dirtelo,
ma non rimane molto tempo;
fai bruciare ciò che resta.
Stramazzare lontano dal tuo sguardo,
prima di poterti odiare.
accarezzo i tuoi capelli neri sporcandoli appena.
I tuoi occhi grandi riempiono il cielo,
poco importa se io sono maledetto.
Non ti trascino all'inferno,
ti lascio al tuo mondo,
prendo solo pochi attimi,
per non turbare il tuo giorno.
Ti regalo parole che domani avrai dimenticato.
Non posso dirtelo,
ma non rimane molto tempo;
fai bruciare ciò che resta.
Stramazzare lontano dal tuo sguardo,
prima di poterti odiare.
martedì 19 giugno 2012
amore
cade ancora qualche foglia,
nonostante il giardino sia fiorito.
Quelle secche le ha spazzate via l'inverno,
ormai appassite, un tempo rigogliose.
Andate via in silenzio,
strascicando in un fruscio stridente.
Immortale quiete accompagna questa notte,
terminato il tempo dei turbamenti,
riassaporato il sapore di acqua cristallina.
E la morte in piccole dosi,
fatta a volte di un veleno chiamato "amore".
nonostante il giardino sia fiorito.
Quelle secche le ha spazzate via l'inverno,
ormai appassite, un tempo rigogliose.
Andate via in silenzio,
strascicando in un fruscio stridente.
Immortale quiete accompagna questa notte,
terminato il tempo dei turbamenti,
riassaporato il sapore di acqua cristallina.
E la morte in piccole dosi,
fatta a volte di un veleno chiamato "amore".
domenica 27 maggio 2012
domenica
rigiro la terra, l'odore dell'erba mi inebria il cuore,
gocce di sudore mi accarezzano il viso
come le dita di una giovane vergine.
Muscoli tesi coprono appena le ossa,
una vena gonfia sulla tempia
regola il ritmo della fatica.
Cado senza più forze, sotto un sole che brucia,
aspetto le tue mani che addormentano il dolore.
Ed oggi il pane ha un sapore diverso,
sa di qualcosa che non è solo farina.
E il vino forte ci ricorda che è domenica.
gocce di sudore mi accarezzano il viso
come le dita di una giovane vergine.
Muscoli tesi coprono appena le ossa,
una vena gonfia sulla tempia
regola il ritmo della fatica.
Cado senza più forze, sotto un sole che brucia,
aspetto le tue mani che addormentano il dolore.
Ed oggi il pane ha un sapore diverso,
sa di qualcosa che non è solo farina.
E il vino forte ci ricorda che è domenica.
domenica 13 maggio 2012
l'odio
coltivo l'odio, ed è un giardino sempre verde,
mani sapienti ad innaffiarne fiori e spine.
Che le farfalle create in notti insonni
si frantumino in mille pezzi
e che la figura appesa al muro
continui a coprirsi gli occhi per non vedere.
Quando arriverà l'ultimo giorno
sarà un giorno speciale.
Stringetevi attorno e restate vicini,
lasciatemi andare sereno,
non permettete di rovinarlo a presenze sgradite.
In ogni verso troverete
tutto ciò che non vi ho mai detto,
in quei versi che oggi non leggete.
mani sapienti ad innaffiarne fiori e spine.
Che le farfalle create in notti insonni
si frantumino in mille pezzi
e che la figura appesa al muro
continui a coprirsi gli occhi per non vedere.
Quando arriverà l'ultimo giorno
sarà un giorno speciale.
Stringetevi attorno e restate vicini,
lasciatemi andare sereno,
non permettete di rovinarlo a presenze sgradite.
In ogni verso troverete
tutto ciò che non vi ho mai detto,
in quei versi che oggi non leggete.
venerdì 23 settembre 2011
la macchina da scrivere
penso a una macchina da scrivere:
immagino notti insonni a battere sui tasti.
Tu in dormiveglia ne ascolti il rumore,
e fai sogni di inchiostro un pò sbiaditi.
Secche battute a riempire pagine ingiallite,
fogli sparsi da rimettere in ordine di pensiero.
Polverosa, luccicante strumento che mi accompagna,
infinita ammirazione per tanta grazia e forza.
Ti osservo...e il romanticismo finisce al tacere dei tasti.
immagino notti insonni a battere sui tasti.
Tu in dormiveglia ne ascolti il rumore,
e fai sogni di inchiostro un pò sbiaditi.
Secche battute a riempire pagine ingiallite,
fogli sparsi da rimettere in ordine di pensiero.
Polverosa, luccicante strumento che mi accompagna,
infinita ammirazione per tanta grazia e forza.
Ti osservo...e il romanticismo finisce al tacere dei tasti.
domenica 21 agosto 2011
mutamenti
tutto è uguale: stesse pareti ingiallite e luce fioca da un lampadario polveroso.
Il silenzio della sera, non un sospiro al mio cospetto,
odori familiari e nessun profumo d'incenso.
Panni appesi allo schienale della sedia
e lenzuola pulite ad accogliere il sonno.
Il cuore calmo, senza ansie, senza pretese,
anestetizzato dal non pensare.
Non mi invadono ombre,
riposo e rallento la mente ad un ritmo più sano.
Tutto accade senza comando,
come quando persi gli occhi dalle orbite e rimasi senza fiato.
Il silenzio della sera, non un sospiro al mio cospetto,
odori familiari e nessun profumo d'incenso.
Panni appesi allo schienale della sedia
e lenzuola pulite ad accogliere il sonno.
Il cuore calmo, senza ansie, senza pretese,
anestetizzato dal non pensare.
Non mi invadono ombre,
riposo e rallento la mente ad un ritmo più sano.
Tutto accade senza comando,
come quando persi gli occhi dalle orbite e rimasi senza fiato.
domenica 7 agosto 2011
un viaggio lungo una notte
un viaggio corto, come la notte,
mi riporta a casa carico di incertezze.
Tra lande desolate, ruderi e ombre, odore di povertà e stenti.
All'orizzonte il mare, bagliore accecante di un paesaggio spoglio.
Giovani inconsapevoli madri;
lamentosi primogeniti si affacciano al mondo.
Desolate vite date alla luce in posti troppo nascosti per udirne i gemiti:
attonito le osservo e mi commuove il pianto.
E' un viaggio lungo una notte, o tutta la vita.
mi riporta a casa carico di incertezze.
Tra lande desolate, ruderi e ombre, odore di povertà e stenti.
All'orizzonte il mare, bagliore accecante di un paesaggio spoglio.
Giovani inconsapevoli madri;
lamentosi primogeniti si affacciano al mondo.
Desolate vite date alla luce in posti troppo nascosti per udirne i gemiti:
attonito le osservo e mi commuove il pianto.
E' un viaggio lungo una notte, o tutta la vita.
mercoledì 27 luglio 2011
aguzzini
aguzzino è il giorno, tormenta il passo.
Singhiozza il cuore a un ritmo lento,
il volto teso e irregolare il battito.
Animali affamati ruotano in cerchio,
mostrano denti assassini presi in prestito.
Iene accompagnate da un ghigno senza tregua.
Rannicchiate le spalle, mi muovo lento,
attendo i morsi.
Singhiozza il cuore a un ritmo lento,
il volto teso e irregolare il battito.
Animali affamati ruotano in cerchio,
mostrano denti assassini presi in prestito.
Iene accompagnate da un ghigno senza tregua.
Rannicchiate le spalle, mi muovo lento,
attendo i morsi.
mercoledì 8 giugno 2011
figure
uno scroscio improvviso,annunciato dal tremar del cielo,
interrotta la noia apparente e i pensieri sublimi.
Trema il cuore tra le infinite paure del che sarà di noi.
Una breve apparizione sul mondo,
una rappresentazione teatrale.
Indossati gli abiti appari sulla scena,
davanti un pubblico sempre severo.
Giri intorno al cerchio di fuoco,
un odore acre ti circonda,
stregati restano gli occhi di chi guarda allucinato.
Passerà la notte e, rotto l'incantesimo, rivedremo banali figure.
interrotta la noia apparente e i pensieri sublimi.
Trema il cuore tra le infinite paure del che sarà di noi.
Una breve apparizione sul mondo,
una rappresentazione teatrale.
Indossati gli abiti appari sulla scena,
davanti un pubblico sempre severo.
Giri intorno al cerchio di fuoco,
un odore acre ti circonda,
stregati restano gli occhi di chi guarda allucinato.
Passerà la notte e, rotto l'incantesimo, rivedremo banali figure.
giovedì 26 maggio 2011
tra le pietre
fissare per giorni in alto il cielo, senza mai definirne un punto.
Sopra il monte, tra abiti sbiaditi e scarpe infangate,
ad aspettare il tramonto.
Tra cani festosi e gatti pigri;
percorrendo sentieri misteriosi.
Sotto il sole, in riva al mare,
con la pelle calda e bruna,
Sopra il monte, tra abiti sbiaditi e scarpe infangate,
ad aspettare il tramonto.
Tra cani festosi e gatti pigri;
percorrendo sentieri misteriosi.
Sotto il sole, in riva al mare,
con la pelle calda e bruna,
ad inseguire l'alba.
Tra gabbiani lamentosi;
abbandonandosi sulla sabbia.
Tra alture e spiagge in cerca di parole e fiati,
o più semplicemente: tra le pietre.
sabato 21 maggio 2011
favola arcaica
sciolte le briglie, tra distese aride, con zoccoli battenti, avanzano;
imponenti animali dal mantello scuro o bianco,
nitriti che si confondono tra la nebbia,
giganti fantasmi a spezzare il silenzio.
Bimba orfana li osserva,
con tristezza e ammirazione,
retaggi del passano attraversano i piccoli occhi.
In un bosco umido osservo la scena,
una figlia smarrita, tra sconosciuti sentieri,
a rievocare una mano tesa che accompagna il cammino.
Coagulate lacrime divenute cristallo,
una favola arcaica da raccontare.
imponenti animali dal mantello scuro o bianco,
nitriti che si confondono tra la nebbia,
giganti fantasmi a spezzare il silenzio.
Bimba orfana li osserva,
con tristezza e ammirazione,
retaggi del passano attraversano i piccoli occhi.
In un bosco umido osservo la scena,
una figlia smarrita, tra sconosciuti sentieri,
a rievocare una mano tesa che accompagna il cammino.
Coagulate lacrime divenute cristallo,
una favola arcaica da raccontare.
martedì 10 maggio 2011
il primo frammento di sole
timidi petali si affacciano,
annunciano un'estate prodiga di illusioni,
sorride lo sguardo.
Le spine rimangono frammenti isolati,
offuscate da colori accesi che riempiono l'anima.
I merli brucano in cerca di cibo,
con grazia si muovono tra aiuole metropolitane,
sfoggiano becchi dorati su abiti neri.
Passanti giocosi proseguono distrattamente verso la cena,
giovani sghignazzanti fumano tediosamente.
Resto taciturno in posa statuaria,
chiudendo gli occhi, a godermi il primo frammento di sole.
annunciano un'estate prodiga di illusioni,
sorride lo sguardo.
Le spine rimangono frammenti isolati,
offuscate da colori accesi che riempiono l'anima.
I merli brucano in cerca di cibo,
con grazia si muovono tra aiuole metropolitane,
sfoggiano becchi dorati su abiti neri.
Passanti giocosi proseguono distrattamente verso la cena,
giovani sghignazzanti fumano tediosamente.
Resto taciturno in posa statuaria,
chiudendo gli occhi, a godermi il primo frammento di sole.
giovedì 14 aprile 2011
l'ultimo dinosauro
decadente è questo tempo.
Restano ruderi di antiche idee smarrite,
scolorite bandiere ormai ammainate.
Sonnambulo ti muovi lento,
spettro di foto ingiallite,
anonimo abitante di un mondo estraneo.
Un brivido mi assale e ribolle il sangue,
tra malinconici ricordi di sogni immortali.
Muori da folle vecchio,
affoga nel sogno dell'utopia,
ultimo dinosauro di cui osservo le orme.
Restano ruderi di antiche idee smarrite,
scolorite bandiere ormai ammainate.
Sonnambulo ti muovi lento,
spettro di foto ingiallite,
anonimo abitante di un mondo estraneo.
Un brivido mi assale e ribolle il sangue,
tra malinconici ricordi di sogni immortali.
Muori da folle vecchio,
affoga nel sogno dell'utopia,
ultimo dinosauro di cui osservo le orme.
domenica 27 marzo 2011
incantesimi
ho sognato una spiaggia, in un paese povero,
la mia barba si tinge di bianco ed il tempo è troppo poco.
Assaporo il sale che si posa sulle labbra,
mentre in silenzio un sole cocente secca la pelle.
Ti ho vista lieta osservare timide onde,
perdere lo sguardo oltre il miraggio,
udire il vento ed i suoi racconti,
contorni delicati disegnano il tuo corpo.
Respiriamo l'esistenza,
mentre un gabbiano impreca in cielo,
senza rompere l'incantesimo che ci avvolge.
la mia barba si tinge di bianco ed il tempo è troppo poco.
Assaporo il sale che si posa sulle labbra,
mentre in silenzio un sole cocente secca la pelle.
Ti ho vista lieta osservare timide onde,
perdere lo sguardo oltre il miraggio,
udire il vento ed i suoi racconti,
contorni delicati disegnano il tuo corpo.
Respiriamo l'esistenza,
mentre un gabbiano impreca in cielo,
senza rompere l'incantesimo che ci avvolge.
sabato 5 marzo 2011
accanto a Maddalena
asciuga il mio sudore Maddalena,
donna che desti sgomento e non nascondi il viso,
accompagnami nella notte tra odori inebrianti di incenso.
Ritratto di donna avvolto da un drappo nero,
null'altro riesco a udire oltre al tuo dolore,
il tuo amante giace morente come una marionetta appesa.
Bestemmio con barbaro gergo, non chiedo assoluzioni,
non credo a questo dio misericordioso.
Il peccato mi macchia e nulla nego,
niente confesso in cambio di perdono,
non vendo l'anima per consolazioni illusorie.
Accompagno la tua notte Maddalena,
piango l'uomo che mai risorgerà.
donna che desti sgomento e non nascondi il viso,
accompagnami nella notte tra odori inebrianti di incenso.
Ritratto di donna avvolto da un drappo nero,
null'altro riesco a udire oltre al tuo dolore,
il tuo amante giace morente come una marionetta appesa.
Bestemmio con barbaro gergo, non chiedo assoluzioni,
non credo a questo dio misericordioso.
Il peccato mi macchia e nulla nego,
niente confesso in cambio di perdono,
non vendo l'anima per consolazioni illusorie.
Accompagno la tua notte Maddalena,
piango l'uomo che mai risorgerà.
sabato 22 gennaio 2011
avrai una lunga gonna nera
quando mi incontrerai mi troverai bello,
mi sentirò a disagio per i tuoi apprezzamenti,
vedrai il mio stupore, la mia insicurezza.
Mi sentirò colpevole di fronte al tuo viso innocente,
sosterrò il tuo sguardo che non nasconde misteri.
Quando ti incontrerò avrai una lunga gonna nera,
un sorriso sincero che non nasconde imbarazzo,
ti sentirò ritrarti di fronte ai miei complimenti.
I tuoi occhi quieti rifletteranno la luna,
ti ascolterò parlare senza fretta,
senza stridere, ti udirò sussurrare appena.
Mentre suonerai il piano avrò le mani sporche di inchiostro,
il mare gonfio frantumerà onde come cattivi ricordi.
Ci riabbracceremo all'alba, con mani stanche,
fra note e parole strette tra le dita.
Guarderemo i pescatori toccare terra,
e non ci sentiremo più in balia delle correnti.
mi sentirò a disagio per i tuoi apprezzamenti,
vedrai il mio stupore, la mia insicurezza.
Mi sentirò colpevole di fronte al tuo viso innocente,
sosterrò il tuo sguardo che non nasconde misteri.
Quando ti incontrerò avrai una lunga gonna nera,
un sorriso sincero che non nasconde imbarazzo,
ti sentirò ritrarti di fronte ai miei complimenti.
I tuoi occhi quieti rifletteranno la luna,
ti ascolterò parlare senza fretta,
senza stridere, ti udirò sussurrare appena.
Mentre suonerai il piano avrò le mani sporche di inchiostro,
il mare gonfio frantumerà onde come cattivi ricordi.
Ci riabbracceremo all'alba, con mani stanche,
fra note e parole strette tra le dita.
Guarderemo i pescatori toccare terra,
e non ci sentiremo più in balia delle correnti.
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